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Il ginocchio, un’articolazione misteriosa

Il ginocchio è una delle articolazioni più importanti del nostro corpo, ma al contempo una delle più delicate in quanto non dotata di una stabilità ottimale.
A differenza da quanto normalmente si crede, la gonalgia non è un disturbo che colpisce solo gli anziani con difficoltà di deambulazione, ma anche giovani sportivi.

I sintomi più comuni con cui si presenta sono:

  • forte dolore al ginocchio
  • ematomi
  • gonfiore
  • difficoltà nei movimenti
  • blocco dell’articolazione
  • difficoltà a sostenere il peso corporeo durante la deambulazione

Gonalgia nell’anziano e nello sportivo

Come accennato poco sopra, dolore e problematiche al ginocchio non sono appannaggio solamente delle persone in età avanzata.

Possiamo infatti ritrovarci in due situazioni

  1. la prima, generalmente a carico della persona “più giovane” e di origine traumatologica che colpisce lo sportivo per eccellenza, ma anche la persona che va a farsi una sciata o comunque che è soggetta a un trauma durante un certo tipo di attività;
  2. la seconda è determinata da problemi legati ai “chilometri percorsi” e quindi all’usura che l’articolazione ha ricevuto a livello cartilagineo: un po’ di artrosi che si fa progressivamente più aggressiva.

In generale, tra le possibili cause della gonalgia possiamo elencare:

  • problemi di postura
  • ipotonicità dei muscoli dell’interno coscia
  • disfunzione del bacino, di una caviglia o di un piede
  • disfunzione della colonna vertebrale
  • problematiche viscero somatiche
  • disfunzione cranio sacrale

Cause di infortuni, traumi, dolori al ginocchio

Spesso la causa di infortuni al ginocchio è attribuita a squilibri o ad affaticamenti muscolari, oppure a movimenti estremi che provocano distorsioni alle articolazioni.
Tuttavia tra i fattori che predispongono soventemente questa articolazione agli infortuni c’è una componente che spesso viene trascurata: l’apparato viscerale.

Cerchiamo di capire come quest’ultimo può influire sulla meccanica dell’arto inferiore e come eventuali sue alterazioni possono essere individuate e trattate sia dopo sia prima del trauma.
Mediante il riequilibro degli arti inferiori è infatti possibile prevenire eventuali lesioni più o meno invalidanti.

Per spiegare meglio partiamo dal sistema muscolo scheletrico dell’arto inferiore.

Il ginocchio si muove prevalentemente su un piano, quello sagittale, ed inizia a soffrire quando il femore si presenta troppo in rotazione interna o in rotazione esterna in quanto deve compensare questo eccessivo ipertono dei muscoli intra ed extrarotatori dell’anca, per poter gestire meglio anche la semplice deambulazione.

Questa situazione è sufficiente a provocare un conflitto femoro-rotuleo, causa di fastidiose condropatie.
Spesso il quadro descritto finora è il passaggio finale di una situazione più complessa: infatti ci sono tensioni viscerali che determinano la rotazione del femore e di conseguenza l’assetto dell’intero arto inferiore.
Queste tensioni sono causate da disfunzioni osteopatiche (mobilità e motilità) dell’apparato digerente a loro volta causate da vari motivi (intolleranze, alimentazione squilibrata, disidratazione, malessere psico-fisico, etc.) e si ripercuotono per continuità fasciale sull’arto inferiore.

Un altro tipo di disfunzione osteopatica può essere trasmessa sempre per continuità fasciale dall’intestino all’aponeurosi dorso lombare e alla fascia glutea.
Questo crea una costante tensione in rotazione esterna dell’anca, un ginocchio varizzato con compressione del menisco mediale e con maggior tensione sui legamenti che a lungo andare andranno incontro a degenerazione e minor resistenza in caso di movimenti improvvisi.
Anche in questo caso la catena disfunzionale può proseguire verso la caviglia che sarà stimolata in inversione con stiramento dei legamenti collaterali esterni favorendo le distorsioni.

Sedi primarie di disfunzione

Molto spesso le sedi primarie di disfunzione non si trovano a livello del ginocchio ma in altri distretti:

  • Piede: le disfunzioni del piede possono essere secondarie a distorsioni e molto spesso coinvolgono il perone con conseguente disassamento del legamento collaterale laterale, oltre che del muscolo bicipite femorale. Anche le disfunzioni intrinseche del tarso possono dare adattamenti sul ginocchio.
    In questi casi è necessario riequilibrare il piede per poter riportare il ginocchio in condizioni ottimali.
  • Bacino: per quanto riguarda il bacino le disfunzioni dell’osso sacro e delle ossa iliache provocano moltissimi problemi a livello del ginocchio.
    Innanzitutto i muscoli ischio crurali, cioè i muscoli posteriori della coscia, partono tutti dall’osso iliaco (dalla porzione ischiatica) e terminano tutti poco sotto il ginocchio, creando importanti disagi di tipo dinamico.
    Inoltre le disfunzioni iliache portano fuori asse il capo lungo del muscolo quadricipite femorale costringendo la rotula a deviare verso l’esterno. Questa situazione, con il passare del tempo, può causare l’insorgenza di un’artrosi femoro rotulea o artrosi femoro patellare. In casi del genere è necessario correggere la disfunzione iliaca.
  • Colonna vertebrale: a volte anche disfunzioni della colonna vertebrale lombare possono essere veicolate al ginocchio attraverso le fasce e i muscoli dell’arto inferiore. Quindi per portare un beneficio al ginocchio bisogna correggere la colonna vertebrale.
  • Disfunzioni cranio sacrali: per quanto riguarda le disfunzioni del sacro, molto spesso possono essere di natura cranio sacrale cioè partire dalla base del cranio: in questo modo una disfunzione craniale può portare indirettamente un problema al ginocchio.

Trattamento osteopatico in caso di dolore al ginocchio

Questa complessa fase di approfondimento, è stata necessaria per comprendere come un problema al ginocchio, qualunque ne sia la parte coinvolta, non può essere risolto con un intervento diretto solo al ginocchio stesso.
Un trattamento efficace e duraturo deve prendere in considerazione anche i segmenti a monte e a valle poiché molto spesso è da lì che si sviluppano i problemi.

Sicuramente una buona diagnosi di disfunzione può facilitare ed evitare l’intervento chirurgico o, quanto meno, allontanarlo.

L’osteopatia rappresenta un valido aiuto per la cura del dolore al ginocchio.
I trattamenti sono adatti veramente a tutti in quanto non ci sono delle controindicazioni legate alla fascia d’età del paziente.
Tramite una pratica di manipolazione non invasiva e non dolorosa, l’osteopata ridurrà la tensione nei tessuti permettendo così al paziente di recuperare, in parte o totalmente la mobilità dell’articolazione interessata.

Abbinato ad un buon percorso terapeutico osteopatico, si suggerisce sempre di affidarsi ad un professionista della riabilitazione per eseguire ed educare il ginocchio ad avere un movimento ottimale e rieducare tutto il sistema di compensi che possono essere subentrati.

Steven Petrelli, Osteopata D.O. 

 

 

 

 

 

2022-07-07T19:14:21+02:00