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Ernia del disco: che cos’è e come affrontarla

L’ernia del disco è una patologia degenerativa a carico del complesso osteo-articolare tra una vertebra e l’altra.
In teoria dovrebbe dunque verificarsi solamente in età avanzata, ma ci sono delle concause che possono innescarla anche in età giovanile.

Affronteremo questa problematica da diversi punti di vista, seguendo una scaletta che ti aiuti ad arrivare alla fine del percorso con una maggiore consapevolezza:

  • Definizione
  • Classificazione
  • Trattamento

Come si manifesta l’ernia del disco

Chiarire il quadro generale di riferimento è sempre il primo passo per arrivare alla chiara definizione di una problematica in ambito medico.
Il disco vertebrale è costituito da due parti

  • l’anulus fibroso, che si colloca in zona periferica
  • il nucleo polposo, dalla conformazione gelatinosa, che si trova appunto al centro

Si parla di ernia del disco quando l’anulus fibroso è vittima di un processo di degenerazione che ne causa la rottura, lacerazione o sfiancamento, tale da provocare una dislocazione del nucleo polposo.

Tale spostamento può agire irritando o comprimendo le strutture nervose adiacenti, provocando

  • formicolio
  • sensazione di avere addosso una ragnatela
  • intorpidimento
  • riduzione della sensibilità
  • sensazione di bruciore
  • sensibilità particolare al caldo o al freddo
  • dolore
  • incapacità di sollevare l’arto

Perché si innesca il processo degenerativo dell’anulus fibroso?

Come detto in apertura, l’ernia del disco è una patologia degenerativa. Si potrebbe quindi credere che colpisca solamente le fasce più anziane della popolazione.
Così però non è, perché intervengono vari fattori quali:

  • familiarità genetica
  • stress o traumi vertebrali
  • protrarsi di posture scorrette
  • applicazione di carichi sbilanciati sulla colonna vertebrale
  • fumo e sovrappeso

che possono provocare l’innescarsi precoce del processo degenerativo che conduce appunto al formarsi dell’ernia discale.

Classificazione

Possiamo operare una prima classificazione delle ernie del disco in base alla frequenza con la quale possono verificarsi.
Iniziando dalle più frequenti e scalando, abbiamo

  1. lombari
  2. cervicali
  3. dorsali

A seconda della localizzazione, il paziente potrebbe lamentare cervicalgia, cervico-brachialgia, dolore dorsale o intercostale, dolore lombare, lombo-sciatalgia o sciatica, lombo-cruralgia.

Volendo invece guardare al livello di complessità della patologia, legata al grado di fuoriuscita del nucleo, possiamo parlare di

  • ernia contenuta, se la sporgenza del disco è limitata al canale vertebrale ed il nucleo si trova ancora all’interno del legamento longitudinale posteriore
  • protrusa, se il nucleo si è parzialmente spostato a livello del midollo spinale, andando a provocare una rottura delle fibre dell’anulus fibroso e del legamento posteriore
  • espulsa, quando la rottura dell’anulus fibroso è totale ed il nucleo esce dal canale verterbale, collocandosi sopra o sotto la vertebra più vicina

Differenza tra ernia del disco e protrusione discale

Avendo sopra parlato di “ernia protrusa”, è necessario porre l’attenzione sulla differenza tra tale condizione e una protrusione discale.

Quest’ultima è infatti una discopatia, che si verifica quando parte del nucleo schiaccia le fibre dell’anulus fibroso, senza romperle. Se non adeguatamente trattata, la protrusione può trasformarsi in un’ernia discale.

Come trattare l’ernia del disco

Dopo la diagnosi effettuata dall’ortopedico anche con l’ausilio di esami diagnostici, intervenire in maniera tempestiva è la chiave per limitare le problematiche connesse a questa particolare patologia.

Il primo passo consiste in un trattamento di tipo conservativo che andrà stabilito nello specifico valutando il caso particolare, ma che generalmente poggia su:

  • tecar terapia
  • massofisioterapia
  • laser
  • E.N.S.
  • kinesio taping
  • ciclo di ginnastica posturale

Giorgia Giannini
Osteopata e Massofisioterapista

2022-05-31T12:23:40+02:00