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Osteopatia in gravidanza: come, quando e perché

Può essere utile l’osteopatia in gravidanza? Quali problematiche può aiutare a tenere sotto controllo? Ci sono dei rischi? C’è un periodo particolare della gestazione in cui è meglio evitarla?

Le mamme in dolce attesa avranno queste e molte altre domande in cerca di spiegazione. Proviamo a dare tutte le informazioni del caso in questo articolo e comunque saremo a tua disposizione se avrai ancora delle domande: contattaci sui nostri account social, sia Instagram che Facebook.

Perché rivolgersi all’osteopata

Gestazione e parto sono momenti particolari per la donna, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Il corpo cambia e subisce delle modifiche alle quali può non essere facile adattarsi.

L’osteopatia rappresenta un’ottima soluzione per accompagnare la futura mamma nel meraviglioso ma complesso percorso che la porterà a stringere tra le braccia il suo bambino, perché si rivolge tanto all’aspetto muscolare/articolare, quanto a quello mentale, lavorando per ripristinare e mantenere un corretto equilibrio.

Per questo motivo, l’osteopatia in gravidanza e nei mesi immediatamente successivi al parto è senza dubbio consigliata.
Ma entriamo nello specifico.

Osteopatia in gravidanza, quando iniziare

I 9 mesi della gestazione possono essere suddivisi, in base ai cambiamenti fisici che comportano ed alla crescita del feto, in trimestri.
Durante il primo trimestre, avvengono delle modifiche sistemiche, cioè interne al corpo della donna e non riguardanti l’apparato muscolo-scheletrico e la postura.
Per questo motivo, trattamenti osteopatici in gravidanza possono essere evitati durante il primo trimestre, anzi sono sconsigliati soprattutto se riferiti alla zona lombare.

Nel secondo e nel terzo trimestre ci si può invece rivolgere all’osteopatia in gravidanza.
L’esperienza e la letteratura scientifica ci dicono infatti che a partire dalla 26esima settimana circa iniziano a manifestarsi fastidi quali

  • dolore alla zona lombare
  • sciatalgia
  • cervicalgia
  • mal di schiena
  • difficoltà di respirazione
  • dolori e problemi di circolazione agli arti inferiori
  • problemi digestivi, nausee, bruciori di stomaco
  • costipazione

Tutte queste problematiche, assolutamente normali, possono essere trattate grazie all’applicazione di tecniche osteopatiche che consentono un adattamento non traumatico dell’organismo rispetto ai cambiamenti nei tessuti del corpo ed alle pressioni addominali.

Accanto a questi elementi, va considerata anche la possibile alterazione degli stati emotivi della donna che può provare sensazioni di ansia, paura, preoccupazione; anche in questo caso l’osteopatia in gravidanza può intervenire in maniera importante.

Un aiuto, anche durante e dopo il parto

Il ruolo dell’osteopatia in gravidanza non si esaurisce nel percorso che conduce al parto, ma influenza in maniera positiva anche questo momento così particolare.

Il lavoro osteopatico eseguito nei mesi precedenti infatti, avrà avuto come effetto il mantenimento e/o ripristino della corretta mobilità articolare del bacino e la conservazione del giusto allineamento dell’asse vertebrale.

L’osteopatia inoltre agisce sui tessuti superficiali e profondi, evitando che si creino delle tensioni osteo-articolari e miofasciali, le quali potrebbero facilitare l’insorgenza di limitazioni nel movimento che causerebbero un aumento di dolore al momento del parto e anche complicazioni ben più gravi.

Anche nei mesi successivi al parto, è consigliabile per la mamma continuare a farsi seguire da un osteopata, per garantire un più rapido e totale recupero.

In chiusura, una sottolineatura molto importante: non esiste un “manuale d’uso”. Ogni donna è diversa, ogni gestazione lo è, e dunque la tipologia di trattamento, la frequenza ed il numero di sedute vanno studiate in maniera personalizzata in base alla situazione.

Giorgia Giannini
Osteopata e Massofisioterapista

2022-01-25T09:15:15+01:00