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Spalla del nuotatore: sintomi e trattamento

Se pratichi nuoto a livello agonistico, potresti avere “l’incubo” della spalla del nuotatore; sintomi specifici che indichino l’insorgenza di questa patologia ce ne sono, ma li vedremo più avanti nel corso di questo articolo: come sempre, partiamo da un quadro generale.

Definizione

Con il termine “spalla del nuotatore” ci si riferisce ad un quadro clinico di spalla dolorosa, tipico appunto dei nuotatori agonisti, in modo particolare ma non esclusivo in età giovanile, dovuto al sovraccarico funzionale a cui è sottoposta.

Una patologia come questa, può essere ravvisata con maggiore incidenza in quelle discipline nelle quali vi è un distretto anatomico particolarmente sollecitato: “il gomito del tennista”, “il ginocchio del saltatore”, “la spalla del lanciatore”.

In caso di spalla del nuotatore, sintomi inizialmente descrivibili come un iniziale fastidio, si tramutano poi in vero e proprio dolore, riconducibile al movimento overhead, quello cioè in cui il braccio passa sopra alla testa con differente impiego di forza, velocità e carico.

La motivazione che scatena la patologia in questione, è da ricercarsi nel sovraccarico funzionale al quale è sottoposta l’articolazione: un atleta agonista di tra i 12 e i 16 anni nuota già 6 volte a settimana, con allenamenti della durata media di 2 ore, per circa 5 km a seduta. Facile quindi intuire quante sollecitazioni ricevono le strutture tendinee e legamentose a causa della ripetitività del gesto tecnico.

Incidenza e diffusione

A lamentare probabile spalla del nuotatore, sintomi specifici della quale stiamo per scoprire, è all’incirca il 50% dei nuotatori, con maggiore incidenza sulla popolazione femminile, probabilmente in ragione della minor forza dei muscoli del cingolo scapolo omerale. Spesso un test funzionale, atto a valutare appunto il dato “forza” o il “rom articolare”, eseguito agli esordi della comparsa dei primi sintomi, può aiutare ad anticipare ed evitare complicazioni e cronicizzazioni.

Non esiste uno stile natatorio in particolare che provoca maggior dolore, perché movimenti diversi attivano in maniera differente la muscolatura e le strutture tendinee.
Spesso si indica lo stile libero come “focolaio” della comparsa del dolore, ma semplicemente perché occupa il 75% di una seduta di allenamento.

Quadro clinico

I segni che permettono di codificare la spalla del nuotatore sono riconducibili a:

  • sindrome da conflitto subacromiale, altresì detta sindrome da impingement, una patologia che provoca dolore, causato dalla compressione del tendine del muscolo sovraspinato durante il movimento di sollevamento e abbassamento del braccio;
  • sindrome da conflitto glenoideo che coinvolge il cercine;
  • spalla instabile, dove si la testa dell’omero si muove sollecitando la capsula articolare e i tendini.

Spalla del nuotatore: sintomi

Arriviamo ora alla parte che ti permetterà di dare risposta ai tuoi dubbi sull’essere vittima della patologia spalla del nuotatore: sintomi comuni sono

  • pesantezza del braccio
  • debolezza
  • difficoltà di movimento, anche per movimenti banali come prendere una bottiglia di acqua a tavola o pettinarsi
  • rigidità presente in particolari movimenti come per i rotatori interni
  • presenza di dolore durante il sonno

Delineare quadro clinico e approfondire la definizione della spalla del nuotatore, sintomi compresi, non è ancora sufficiente per avere una completa visione d’insieme.
Va infatti sviscerato anche il contesto globale che può favorire la comparsa della patologia.
Le cause possono variare in base alle caratteristiche anatomiche del soggetto, all’intensità e quantità dei carichi di allenamento, alla frequenza e alla tecnica di nuotata.

È fondamentale a questo proposito ricordare che un lavoro di prevenzione fatto con programma specifico può impattare in maniera fortemente positiva sull’insorgenza della patologia in questione.
Spesso è infatti riscontrabile, nei nuotatori, una eccessiva lassità legamentosa che influenza in maniera negativa la stabilità della spalla considerando la complessità dei suoi gradi di movimento; lavorare sul miglioramento di questo aspetto consente senza dubbio di limitare le possibilità di insorgenza dei sintomi della spalla del nuotatore.

Tipologia di intervento e prospettive di lavoro

Il miglioramento del quadro clinico o la prevenzione delle recidive passa attraverso l’individuazione di strategie di trattamento e di lavoro che prevedano interventi attuati da figure come fisioterapista, chinesiologo, massofisioterapista o osteopata.
Si può riassumere l’intervento in 5 fasi:

  1. valutazione diagnostica
  2. valutazione con test specifici
  3. proposta di programmi di prevenzione o di lavoro specifico
  4. utilizzo di strumenti e trattamenti fisioterapici
  5. miglioramento della tecnica di nuotata e modulazione dei carichi di lavoro

Una volta diagnostica la spalla del nuotatore, sintomi dunque verificati da esami diagnostici e intervento di un ortopedico, sarà necessario attivarsi per realizzare un programma mirato, che con ogni probabilità prevedrà in prima fase il riposo e quindi la sospensione dell’attività natatoria.

L’obiettivo principale del programma personalizzato sarà migliorare la forza dei muscoli della cuffia dei rotatori – sottoscapolare, infraspinato, piccolo rotondo, sovraspinato – i quali rendono sicuramente più stabile la spalla.
Si lavorerà anche sulla cinetica della scapola per ridurre il più possibile l’impingement subacromiale, chiamando in causa gli abbassatori omerali.
Importante poi è la progressione del carico di lavoro, che dovrà essere aumentato gradualmente, in parallelo alla maggiore complessità e difficoltà degli esercizi svolti.

Il percorso riabilitativo non è ricalcabile di individuo in individuo, perché età anagrafica, sesso, tipo di attività sportive pregresse, attività in atto o altre limitazioni contribuiscono a delineare un quadro ad personam per cui tutto va studiato e disegnato individualmente.

Andrea Cavalletti 
Chinesiologo e Preparatore Atletico
2022-01-10T16:01:19+01:00