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Lesione della cuffia dei rotatori, cause e trattamento

Circa il 35% delle persone con più di 60 anni presenta una lesione della cuffia dei rotatori.
Percentuale che può farsi ancora più importante se guardiamo al mondo degli atleti che praticano sport come rugby, pallavolo, nuoto, basket, ginnastica artistica – anelli, parallele, etcc… – e che sollecitano l’articolazione della spalla in modo costante.
Quali sono le cause di una lesione della cuffia dei rotatori? Che cosa si può fare per prevenirla? E come trattarla una volta incorsi nel problema?
Saranno questi i temi che andremo ad approfondire.

Definizione anatomica

Sai qual è di preciso la porzione di muscoli, tendini, articolazioni che si identifica nella cuffia dei rotatori?
È un complesso muscolo-tendineo che associa quattro muscoli ed altrettanti tendini:

  • muscolo sovraspinato
  • muscolo sottoscapolare
  • muscolo sottospinato
  • piccolo rotondo

Muscoli e tendini lavorano per stabilizzare la spalla, impedendone la lussazione nel corso dei movimenti.
Si parla di cuffia dei rotatori perché i tendini in questa area hanno una dimensione importante – circa 5 centimetri – tanto da coprire appunto la spalla, avvolgendola come una vera e propria cuffia.

Tra i quattro sopra citati, il muscolo che più facilmente può andare in sofferenza è il sovraspinato, ma in realtà quando parliamo di lesione della cuffia dei rotatori ci stiamo riferendo ad una problematica a carico dei tendini: infiammazione, rottura parziale, rottura completa.
Se, in caso di grave lesione alla cuffia dei rotatori, si rende necessario l’intervento chirurgico, negli altri casi si può procedere con un trattamento di tipo riabilitativo conservativo grazie ad un programma di chinesioterapia specifico per ogni paziente.

Cause della lesione della cuffia dei rotatori

Prima di arrivare alla fase del trattamento della lesione della cuffia dei rotatori è fondamentale analizzare e comprenderne le cause, anche per avere un quadro di quelle che sono le attività di prevenzione che si possono mettere in campo.

Tra le cause principali possiamo annoverare:

  • degenerazione/invecchiamento dei tessuti tendinei
  • genesi multifattoriale, predisposizione genetica per la quale si nasce con una maggiore fragilità nei tendini
  • scarsa vascolarizzazione della zona, con conseguente limitazione degli effetti riparatori
  • mancanza di equilibrio tra i vettori muscolari che rende instabile l’articolazione della spalla
  • impingement della spalla, ossia compressione del tendine del muscolo sovraspinato durante il movimento di sollevamento e/o abbassamento del braccio
  • fumo
  • pratica di uno sport particolarmente impattante su questa sezione muscolo-tendinea

Come è facile comprendere ci sono alcuni fattori tra questi in elenco non controllabili per la persona o l’atleta, ma altri sui quali è possibile lavorare in prevenzione.

Pensiamo ad esempio al disequilibrio muscolare, aspetto sul quale ci si può concentrare con un programma di preparazione atletica e fisica strutturato specificamente su questa esigenza. O anche all’esecuzione di trattamenti con ultrasuoni a bassa frequenza o tecar terapia a cadenza regolare per evitare la diffusione ed il peggioramento dell’infiammazione – se vuoi puoi approfondire questo aspetto nell’articolo dedicato alla tendinite.

Sintomi e trattamento 

Come ci si accorge di una probabile lesione alla cuffia dei rotatori?
Tra i sintomi più frequenti abbiamo:

  • dolore durante i movimenti attivi, inizialmente solo per quelli specifici e successivamente in maniera più diffusa
  • arco doloroso concentrato nei movimenti tra i 60 ed i 120 gradi
  • maggior dolore durante movimenti di elevazione effettuati in intrarotazione, come togliersi una maglietta
  • irradiazione del dolore al braccio
  • dolore notturno, in fase iniziale in posizione di appoggio laterale sulla spalla dolente, successivamente anche in altre posizioni
  • bisogno di aumentare lo spazio sub-acromiale
  • beneficio nel dormire supini con il braccio sopra la testa
  • beneficio nel dormire in posizione semiseduta
  • sollievo grazie all’utilizzo del ghiaccio
  • calo di forza con limitazione del movimento e scrosci articolari, nei casi più gravi

Come si può intervenire in questi casi, cercando di evitare la soluzione chirurgica?
È fondamentale, una volta effettuata la diagnosi da parte dell’ortopedico, sviluppare un programma di trattamenti chinesio-terapici e riabilitativi studiati sulle personali esigenze del paziente.

Nello specifico:

  • trattamento dell’infiammazione per ridurre il dolore con terapie quali crioterapia, onde d’urto, tecar terapia
  • identificazione di deficit biomeccanici o fattori favorenti – quali ipercifosi, eccessiva anteposizione della spalla, instabilità non traumatica, abitudini scorrette – e conseguente lavoro correttivo con specifici esercizi terapeutici atti al riequilibrio muscolare e/o posturale

In settimana, come da nostra caratteristica, porteremo la teoria sul piano pratico con la condivisione di contenuti nei nostri canali social.

 

Giorgia Giannini
Osteopata e Massofisioterapista

2021-09-07T10:37:11+02:00