fbpx

Riabilitazione dopo un trauma: cosa fare

Il trauma fa parte della vita, quotidiana e sportiva. Potresti pensare che non è un bel modo per iniziare un articolo…ma è la realtà! Pensa ai primi cinque che ti vengono in mente: rottura del legamento crociato, colpo della strega, lesione del menisco, distorsione di caviglia, colpo di frusta. E magari a te ne saranno venuti in mente altri.

Che cosa fare quindi nel momento in cui necessitiamo di seguire un percorso di riabilitazione dopo un trauma?

In questo articolo non andrò nello specifico dei vari tipi di trauma – anche perché ho già dedicato spazio a molti di essi vedi la distorsione del ginocchio e la distorsione alla caviglia tanto per fare due esempi – ma sugli errori da evitare e sugli strumenti che possono migliorarla.

Quali problemi si possono verificare durante una riabilitazione post trauma?

Ogni trauma importante, che ci costringe ad un periodo di inattività fisica – parliamo quindi anche di interventi chirurgici – ha come conseguenza una diminuzione

  • del tono muscolare
  • del rom articolare
  • della forza
  • delle abilità propriocettive

Quello che noi, come professionisti, abbiamo bisogno di fare dunque è capire la situazione del paziente quando arriva da noi e fissare l’obiettivo da raggiungere nel momento in cui il percorso di riabilitazione dopo un trauma può dirsi concluso.

Nella norma, quali problemi ci troviamo ad affrontare?
Te li ho già elencati velocemente qualche riga sopra, ma scendiamo nel particolare.

Forse la prima in assoluto ad essere influenzata dal trauma è la postura, tanto quanto le situazioni di equilibrio muscolare: il corpo, macchina perfetta, va a creare degli adattamenti per sopperire alla difficoltà che avverte in una determinata zona nel compiere anche le semplici azioni della vita quotidiana.

Quante volte ti capita di avvertire un dolore alla spalla? Ecco, in questo caso per esempio a risentirne e ad aver bisogno di operare degli adattamenti sarà la zona cervicale, così come quella toracica e, se sei uno sportivo, spesso anche gli arti inferiori potrebbero essere coinvolti.

Per non parlare poi della caviglia: abbiamo diffusamente parlato di quanto sia importante lavorare sul totale recupero di questa articolazione, sulla quale praticamente poggia tutto il corpo.

Poniamo ora il caso di un intervento chirurgico, quello al legamento crociato anteriore. La prima cosa da recuperare è l’estensione del ginocchio, limitata nel post intervento.
Bene, ovviamente ci sono tutta una serie di test visivi che possiamo compiere che ci fanno rendere conto del punto in cui siamo e di quello a cui dobbiamo arrivare, confrontando con l’arto non operato.
Dobbiamo affidarci alle sensazioni del paziente e al nostro occhio esperto per capire a che punto siamo e valutare in quanto tempo possiamo arrivare, dove.

E la forza? È fondamentale riportare tutta la muscolatura della gamba operata – ma lo stesso varrebbe per la spalla, per la schiena e per qualsiasi altra zona del corpo – allo stesso livello di quella dell’arto sano, altrimenti diventa impossibile passare alla fase successiva, quella della propriocezione.
Anche qui, replichiamo quanto detto sopra: esistono dei test di forza che possiamo operare senza bisogno di sofisticate apparecchiature, ma non ci danno le stesse risposte! Non possono essere, per loro stessa natura, precise e fornirci elementi di paragone numerici.

KForce di Kinvent, come cambia l’approccio alla riabilitazione post trauma

In quale modo, oggi, noi di TandR possiamo risolvere tutti i problemi che ti ho elencato sopra, le normali difficoltà che si incontrano nel percorso della riabilitazione post trauma?

Utilizzando KForce di Kinvent!
Cambia completamente l’approccio: grazie ai sensori che utilizza e all’app che registra il movimento, abbiamo dei parametri chiari, certi, netti, sia per quanto riguarda l’arto l’operato o traumatizzato, sia per il controlaterale (quello in salute con cui andiamo a fare il confronto).
Possiamo quindi stabilire una tabella di progressi, altrettanto matematici per così dire, e questo ci permetterà anche di far rendere conto molto meglio il paziente del percorso di riabilitazione post trauma che sta portando avanti e dei passi in avanti di volta in volta compiuti.

Riprendiamo ora alcune delle problematiche citate sopra e vediamo cosa ci permette di fare KForce.

Grazie a questa apparecchiatura possiamo eseguire test sul ROM articolare e test di forza su entrambi gli arti, che evidenzieranno chiaramente lo squilibrio tra l’arto che ha subito il trauma e quello in salute. Questo ci offre un parametro di confronto, fondamentale in ogni fase del percorso riabilitativo.

Ci sono anche situazioni nelle quali il paziente si presenta da noi lamentando un’infiammazione, un dolore, ma senza un esame diagnostico o dei test alla mano che ci dicano effettivamente qual è la zona precisa dalla quale ha origine il problema percepito. Spesso infatti il punto in cui avvertiamo il dolore può non essere quello in cui ha origine il trauma.
Grazie a KForce possiamo rintracciare la sede del problema, perché un’infiammazione porta sempre con sé un ristagno di liquidi che, a sua volta, impedisce la normale mobilità della zona. Ancora una volta dunque, testando il ROM articolare possiamo avere immediatamente una risposta certa, anche in base al dolore del paziente.

Recuperare il tono muscolare è fondamentale per dare stabilità al ginocchio e potersi spostare nella fase avanzata della riabilitazione dopo un trauma, cioè quella propriocettiva.
KForce di Kinvent ci aiuta a non andare “ad occhio”, ma a sapere perfettamente quando il tono muscolare e la forza che siamo capaci di sviluppare è la stessa.

E quando si arriva al lavoro di propriocezione, fase delicata ed imprescindibile di una riabilitazione dopo un trauma? Beh, anche in questo caso KForce aumenta la qualità degli esercizi che possiamo proporre perché, rilevazioni e dati alla mano, ci permettono di ottimizzare e mirare ogni singolo intervento e proposta riabilitativa.

Ci tengo a chiudere sottolineando un aspetto: il miglioramento della performance che ci garantisce KForce di Kinvent nella riabilitazione dopo un trauma quotidiano non riguarda solamente l’aspetto sportivo, ma il benessere percepito dalla persona nella sua vita di tutti i giorni.

2020-11-10T13:14:29+01:00