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Distorsione alla caviglia, cosa fare

Ci sono traumi più frequenti di altri, sia in ambito sportivo che nella vita quotidiana e che dunque interessano tanto gli atleti quanto le persone “comuni”. Oggi ci occuperemo proprio di uno di questi, dandone una lettura attenta supportata anche da materiale afferente al mondo della letteratura scientifica. Se sei stato vittima di una distorsione alla caviglia, cosa fare sarà stato sicuramente il tuo primo pensiero: dopo aver letto questo articolo avrai le idee più chiare!

Definizione, conseguenze e sintomi

Prima di entrare nel vivo e vedere, nel caso della distorsione alla caviglia cosa fare, creiamo un quadro di riferimento che sia chiaro, così da poter affrontare il tema con tutti gli elementi del caso.

Si parla di distorsione quando c’è una momentanea ed incompleta perdita del rapporto di continuità tra i comparti articolari che tengono insieme due capi ossei.
Nel caso specifico della distorsione alla caviglia è l’astragalo ad uscire temporaneamente dalla sede nella quale si trova normalmente alloggiato, cioè il mortaio della tibio-tarsica, con un interessamento più o meno importante di alcuni o tutti i legamenti che operano in questa particolare zona del corpo e cioè:

  • legamento peroneo-astragalico anteriore
  • peroneo-calcaneare
  • peroneo-astragalico posteriore
  • legamento deltoideo
  • spring legament
  • sindesmosi

I traumi distorsivi possono essere di due tipologie: acuti, se causati da traumi dovuti ad urti o repentini cambi di direzione, oppure cronici, se invece legati alla ripetizione acuta e costante nel tempo di carichi elevati.

Ancora due sono le tipologie di conseguenze che la distorsione alla caviglia innesca:

  • la lassità, collegata a lesioni capsulari, distensioni e lacerazioni dei legamenti laterale e mediale dell’articolazione tibio-tarsica e della sotto-astragalica;
  • l’instabilità, spesso collegata alla rottura di uno o più legamenti e che causa nell’atleta una sensazione di forte mancanza di stabilità e di cedimento dell’articolazione nel corso della pratica sportiva.

Tra i sintomi che ti suggeriscono di aver subito una distorsione possiamo elencare il dolore nella zona del malleolo peroneale, una tumefazione a livello articolare e peri-articolare, una limitazione del movimento a causa del dolore acuto, l’instabilità dell’articolazione tibio-tarsica.

Distorsione ed instabilità cronica della caviglia

Dichiarando che il tema di questo articolo sarebbe stato “distorsione alla caviglia, cosa fare”, volevo concentrarmi nello specifico sulla metodologia che ci può aiutare a trattare l’instabilità conseguente a questo tipo di infortunio.
Voglio quindi approfondirla, consigliandoti anche di leggere quanto meno l’estratto di uno studio pubblicato all’interno di PubMed. Estraggo da questa fonte alcuni dati che possono darti il peso di questo fenomeno traumatico:

  • la distorsione è una delle lesioni muscoloscheletriche più comuni osservate nello sport
  • circa il 40% delle persone che subiscono questo infortunio sviluppa una condizione nota come instabilità cronica della caviglia

L’instabilità ha delle conseguenze davvero fastidiose, soprattutto per un atleta, perché ne mette in pericolo le performance: diminuzione del ROM di movimento, della forza, del controllo posturale e schemi di movimento alterati durante le attività funzionali.

Distorsione della caviglia, cosa fare: trattamento e recupero

Aspettavi questo momento immagino: scoprire, nel caso di distorsione alla caviglia, cosa fare per recuperare quanto prima. In realtà la domanda dovrebbe essere che cosa fare per recuperare al meglio: la fretta è davvero la peggiore consigliera in questi casi.
La fase di trattamento e riabilitazione non può prescindere dal supporto di personale specializzato, perché altrimenti questo infortunio rischia di segnare la tua carriera da sportivo molto più di quanto vorresti. Considera che, in alcuni casi, anche seguendo in modo pedissequo le varie fasi di riabilitazione, può rimanere un dolore cronico ed una limitazione funzionale, in ragione della complessità del comparto articolare e legamentoso della caviglia.

Dunque: attenzione e pazienza.

Ora vediamo nel caso della distorsione alla caviglia cosa fare, anche in ragione del momento in cui ci si trova.

Fase acuta, fase sub acuta, recupero fuzionale

Nella fase acuta, si segue il protocollo PRICEpuoi trovare qui un approfondimento sul tema ed anche il PDF che ti allegherò alla fine dell’articolo. Spiegato in poche parole, questo trattamento prevede il riposo assoluto, l’immobilizzazione e compressione della caviglia e l’applicazione di ghiaccio, con lo scopo di evitare ulteriori sollecitazioni della caviglia ed allo stesso tempo mitigare infiammazione e dolore.

In fase sub acuta, si può iniziare con alcune sollecitazioni meccaniche guidate, grazie alle quali si andrà per prima cosa ad eliminare l’edema, poi a favorire la ripresa dell’operatività delle fibre collagene ed infine ad iniziare un recupero della forza muscolare. Si lavorerà quindi con l’ausilio di macchinari come la Tecar, ma anche di particolari tecniche di massaggio e di mobilizzazione dell’arto.

La terza fase è quella in cui si inizia il vero e proprio recupero funzionale curando:

  • propriocezione
  • recupero dell’equilibrio e rieducazione del passo
  • ripristino della forza
  • prevenzione delle recidive, davvero molto pericolose ed anche molto frequenti

A questo proposito voglio proporti un altro approfondimento scientifico. I non addetti ai lavori si chiedono infatti spesso, quando si interrogano sulla distorsione alla caviglia cosa fare nella fase di ripresa, se sia utile lavorare solo sulla caviglia infortunata o anche sull’altra.
Uno studio eseguito su un totale di 34 volontari, tutti vittime di distorsioni acute alla caviglia con instabilità, ha dimostrato che occupandosi anche della caviglia sana, si ottengono migliori risultati nella ripresa di quella infortunata.
Se hai voglia di leggerti modalità e risultati di questo esperimento, ecco il riferimento su PubMed

Alcuni consigli

Teniamo in considerazione per quanto riguarda la fase 2 e la fase 3 della riabilitazione, che esiste una stretta correlazione tra la distorsione di caviglia ed il ginocchio.
Dopo una distorsione di caviglia, si creano delle tensioni muscolari ed articolari che vanno prima trattate manualmente in modo da poter rieducare al meglio l’articolazione di entrambe le strutture, caviglia e ginocchio.
Da tener conto anche un’anamnesi posturale, importante per non creare danno ad altri comparti.

Ricerche scaricabili

Protection Rest Ice Compression Elevation

Balance Training

2020-08-31T10:51:47+02:00