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Ciclismo e mal di schiena, quale rapporto?

Sei un patito degli sport sulle due ruote? E magari di quelli che non necessitano dell’accensione di un motore? Allora sicuramente potrà interessarti svelare il rapporto che esiste tra ciclismo e mal di schiena.
Seppure infatti il ciclismo non sia considerato uno sport ad alto rischio lombalgico, lo è altrettanto che molto spesso si può avvertire un dolore alla schiena dopo aver fatto diversi chilometri in una posizione così tanto particolare.

Vediamoci chiaro!

La posizione in bici

A livello ergonomico, se vogliamo fare in modo che la posizione assunta limiti quanto meno possibile l’attrito tra l’aria ed il nostro corpo, dobbiamo adottare alcune accortezze che poco vanno d’accordo con la corretta posizione della colonna vertebrale.
Ovvio è che questo vale soprattutto per chi pratica questo sport a livello agonistico e che ben sa quale può essere il rapporto tra ciclismo e mal di schiena.

La postura in sella può senza dubbio diventare esasperata, anche per sviluppare la maggiore potenza possibile al momento della pedalata; questo implica una serie di adattamenti della colonna vertebrale che interessano soprattutto il tratto lombare e quello cervicale:

  • tronco più parallelo possibile al terreno,
  • buona visuale della strada davanti agli occhi,
  • annullamento della lordosi lombare,
  • aumento della lordosi cervicale.

C’è da dire pure che l’assunzione di queste posizioni potrebbe da sola non essere sufficiente a determinare un rapporto di coincidenza tra ciclismo e mal di schiena.
Spesso devono infatti intervenire altre condizioni come artrosi, discopatie, ernie. Ma, e qui il discorso si fa interessante, accade pure che proprio la posizione che si tiene in bici possa essere un toccasano per chi ha a che fare con problemi a carico della colonna nella parte lombare.

E quindi? Andiamo più in profondità

Ciclismo e mal di schiena, le cause

Ampliamo il nostro specchio di osservazione e coinvolgiamo nella riflessione non solo la posizione, ma anche il movimento che si compie nel processo di pedalata.

Tutta la colonna è infatti sottoposta a movimenti continui e ritmici di flessione laterale sincronizzati con le necessarie oscillazioni del bacino, il quale a sua volta è destabilizzato dai movimenti muscolari ed articolari necessari ad imprimere forza sul pedale.
Infine, i muscoli paravertebrali, si attivano cercando di lavorare in maniera opposta, per mantenere stabile il bacino.

Stessa opposizione di intenti la ritroviamo tra i muscoli flessori del busto ed estensori delle cosce che hanno il compito della retroversione del bacino e gli estensori del busto e flessori delle cosce che spingono in anteroversione.

Insomma, come vedi c’è un insieme importante di forze uguali e contrapposte. E proprio in questo delicato equilibrio sta la ragione del rapporto tra ciclismo e mal di schiena.

Manca infatti all’appello ancora un muscolo fondamentale che non abbiamo ancora nominato: l’ileo psoas, al quale ho anche dedicato un intero articolo.

Lo psoas si trova ancorato in alto su tutte le vertebre lombari e in basso sul femore ed è dunque coinvolto in pieno da tutte le fasi che sopra ti ho accennato.
L’ileo psoas, sottoposto ad un grande sforzo, può contrarsi ed accorciarsi, la qual cosa creerà:

  • tensione sulle vertebre lombari
  • limitazione dell’inversione della curva lombare
  • alterazione dell’equilibrio del bacino

Può dunque essere questo senza dubbio uno dei più frequenti fattori scatenanti dell’attivazione del rapporto tra ciclismo e mal di schiena.

Come evitare il mal di schiena da ciclismo

Che cosa possiamo fare per evitare che si inneschi il binomio ciclismo e mal di schiena?

  1. operare un buon riscaldamento che agisca su temperatura del muscolo, irrorazione sanguigna, metabolismo, elasticità, diminuzione della viscosità del liquido sinoviale, miglioramento del movimento delle articolazioni;
  2. esecuzione di una serie di esercizi di defaticamento alla fine dell’allenamento o della gara ciclistica, abbinati a mobilità articolare;
  3. decompressione dei dischi con esercizi similari a quelli operati nel classico stretching della schiena;
  4. esercizi di allungamento dell’ileopsoas abbinati ad allungamenti della catena muscolare posteriore nella sua globalità.

 

2020-07-14T10:09:08+02:00