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Rottura del Legamento Crociato Anteriore: cosa si fa?

Per uno sportivo la rottura del legamento crociato anteriore è un incubo ricorrente. Come fare in modo di recuperare perfettamente e nel minor tempo possibile? Si parte da prima dell’intervento…

Che tu sia uno sportivo professionista o che lo pratichi a livello amatoriale, la rottura del legamento crociato anteriore è probabilmente tra le tue paure più grandi. Se lo sport è il tuo lavoro, un infortunio come questo che ti costringe ad uno stop di qualche mese ti crea oggettivamente dei problemi; ma se anche lo sport lo pratichi per passione, la situazione è la medesima: hai un lavoro ed essere bloccato con un ginocchio rotto non è il massimo!

Se ti è già successo o se vuoi essere preparato nel caso in cui accada, ho qualcosa da dirti.
La parte più importante a mio avviso, e nella mia esperienza ho verificato che è esattamente così, è quella di potenziamento e lavoro propriocettivo prima dell’operazione conseguente la rottura del legamento crociato anteriore. Mi dispiace non poterti mostrare delle foto che confrontino la ripresa post intervento nel caso di lavoro precedente e mancata fase di potenziamento: non ne ho, perché non ho mai lavorato senza un protocollo di preparazione all’intervento. Ma credo che quello che vedrai, possa comunque bastarti!

Come è fatto il tuo ginocchio?

Per comprendere bene la fase di recupero post rottura del legamento crociato anteriore e pre-intervento, dobbiamo fare un passo indietro. Voglio dare una rapida scorsa all’anatomia del ginocchio per farti capire come ossa, muscoli, tendini e cartilagini siano collegati tra di loro e come quindi il recupero dopo l’intervento sia il frutto del loro lavoro di concerto. Solo se tutte queste parti sono al massimo delle loro potenzialità, possiamo puntare su un recupero non solo completo, ma anche relativamente rapido.

Affinché l’articolazione del ginocchio si muova in maniera corretta, lavorano insieme:

  • Legamento Crociato Anteriore (LCA) e Legamento Crociato Posteriore (LCP): i crociati sono i due legamenti principali alloggiati all’interno dell’articolazione del ginocchio e sono fondamentali per la stabilità in senso anteroposteriore (cioè sul piano sagittale) del ginocchio. Questi due legamenti assomigliano a dei corti e robusti cordoni fibrosi che si incrociano ad “X”, fissando femore e tibia.
  • Legamento Collaterale Mediale (LCM) e Legamento Collaterale Laterale (LCL): i legamenti collaterali sono legamenti situati ai lati del ginocchio. Nel compartimento esterno è posto il legamento collaterale laterale (LCL), mentre nella parte interna il Legamento Collaterale Mediale (LCM). I due legamenti collaterali assicurano stabilità al ginocchio in senso medio-laterale (cioè sul piano frontale).
  • Quadricipite: costituito da quattro capi (retto anteriore e vasto mediale, laterale e intermedio), nella regione anteriore della coscia. Originano dal bacino e dal femore e si fondono poi in un tendine comune, che si inserisce sulla rotula e sulla tibia. La sua contrazione fa estendere la gamba e flettere la coscia.
  • Bicipite: situato nella regione posteriore della coscia, lavora insieme al semitendinoso e al gracile per far flettere il ginocchio.
  • Cartilagine articolare: ricopre le estremità delle ossa, rendendole lisce e ha due funzioni, ridurre l’attrito e l’usura delle superfici dell’osso e distribuire i carichi trasmessi all’articolazione.
  • Menischi: sono dischi cartilaginei a forma di semiluna interposti tra il femore e la tibia. La loro funzione è ammortizzare colpi e urti, proteggendo così la cartilagine del ginocchio, ridurre l’attrito e conseguente usura dei capi articolari, distribuire in modo più uniforme il carico applicato all’articolazione.

I tendini, sono strutture connettivali fibrose, che fissano il muscolo alle ossa. I legamenti invece fissano due ossa tra di loro. I quattro muscoli che formano il quadricipite si fondono per formare il tendine quadricipitale. Questo tendine si unisce alla rotula, proseguendo come tendine rotuleo per fissare i muscoli alla tibia.

Rottura del legamento crociato anteriore: cosa succede?

L’anatomia del ginocchio è qualcosa di molto complesso come hai potuto vedere. Ecco quindi che quando “salta” uno degli elementi costituenti, la funzione motoria ovviamente ne risente.
La rottura del legamento crociato anteriore è un trauma molto impattante, perché la sua funzione è quella di stabilizzare l’articolazione, mantenendo sempre a contatto le superfici ossee del femore e della tibia. Il suo è un ruolo fondamentale sul controllo del movimento di rotazione e di flesso-estensione del ginocchio.

Insomma, se c’è una rottura del legamento crociato anteriore non è solo la tua “carriera” sportiva a risentirne, ma la vita di tutti i giorni, perché il ginocchio lo usi continuamente e una sua instabilità ti rende complicato fare anche le cose più semplici come, che ne so, saltare una pozzanghera!

Già il solo fatto che abbia nominato la stabilità qualche riga più sopra, ti avrà fatto pensare, se mi hai seguito la scorsa settimana, al lavoro propriocettivo. Ed in effetti propriocezione e potenziamento muscolare sono proprio i due aspetti sui quali c’è da lavorare per consentire un perfetto e funzionale recupero dell’articolazione.
C’è chi pensa che prima dell’intervento sia necessario solamente il riposo, per non sovraccaricare oltre la lesione. In realtà è vero il contrario: lavorare su propriocezione e potenziamento anche prima dell’intervento, oltre che ovviamente dopo, significa mettere in condizione l’articolazione di riprendersi prima e meglio, perché supportata da una struttura tirata a lucido.
Come si procede quindi in caso di rottura del legamento crociato anteriore?

Dopo la visita ortopedica e gli esami diagnostici di rito, ci si muove in questo modo:

  • Riposo funzionale, supportato dall’utilizzo di stampelle subito dopo il trauma per scaricare l’arto;
  • Crioterapia (ghiaccio) ed eventuali trattamenti riabilitativi prescritti post visita ortopedica;
  • Applicazione di un tutore in estensione a scopo antalgico;
  • Elevazione dell’arto

Applicando questo protocollo, riusciamo a limitare il gonfiore del ginocchio. A questo possiamo aggiungere una terapia medica per la sintomatologia dolorosa, se indicata dall’ortopedico.

Passata questa prima fase, si può ricominciare a camminare caricando sull’articolazione, cioè si possono abbandonare le stampelle.
Ed è in questo momento che io faccio iniziare un protocollo riabilitativo per un completo e veloce recupero della funzione del ginocchio, in modo tale da consentire al paziente una normale ripresa delle sue attività quotidiane e lavorative.
Il protocollo riabilitativo in fase acuta dura circa tre settimane, dopo le quali si consiglia una nuova visita ortopedica di controllo per l’impostazione del trattamento successivo (conservativo, chirurgico o riabilitativo).

Rottura del legamento crociato anteriore: l’importanza del potenziamento muscolare e della propriocezione pre intervento chirurgico

Ora che abbiamo capito cosa succede quanto c’è una rottura del legamento crociato anteriore e come trattare le prime tre settimane post infortunio, arriviamo al cuore di questo articolo: che cosa si fa prima dell’intervento? Si aspetta senza fare nulla e si lavora solo dopo?
Assolutamente no. O almeno, questo non è il mio modus operandi.

Ti dico subito che continuando a leggere non troverai una serie di esercizi da fare o un’indicazione di modalità di recupero specifiche. Questo perché ci sono tutta una serie di valutazioni specifiche riguardo il singolo caso di infortunio da fare e quindi indicare qui un protocollo standard sarebbe sbagliato.
Ti dico però anche che se sei interessato e fuori vedere, oltre che leggere, qualcosa in più, seguendomi sulla mia pagina facebook Training and Rehab ti mostrerò alcuni video con relativa spiegazione di un caso clinico che ho seguito ultimamente.

Quello che però deve essere subito chiaro è che, che tu sia un atleta, un amatore, o un sedentario che adesso si trova costretto a fare attività fisica mirata per via dell’infortunio, è fondamentale parlare della propriocezione e del potenziamento muscolare pre – intervento.

Dopo un trauma o intervento chirurgico, la muscolatura per motivi di disuso e a volte immobilizzazioni da tutori, tende a perdere il suo tono muscolare. È proprio questo il motivo che dovrebbe spingere ad eseguire un programma mirato ed individuale con lo scopo di potenziare, in questo caso la muscolatura dell’arto inferiore in toto, sia per il recupero post trauma, sia prima dell’intervento chirurgico.
Il mio programma prevede di sollecitare il tono muscolare in palestra fino al giorno prima dell’intervento.

Per darti un’idea, ho deciso di inserire qui foto una che ti fa constare come la muscolatura, abbinata a trattamenti e potenziamento muscolare, recuperi più velocemente dopo un intervento. Le foto sono scattate a 3 giorni, 8 giorni, 20 giorni e 60 giorni dall’intervento.

Il ragazzo in questione, dopo un intervento di ricostruzione di LCA e meniscectomia, è tornato in campo con la squadra a 4 mesi e 20 giorni dall’intervento e tutt’ora si sta allenando e giocando.
Naturalmente è stato sottoposto ad un programma elaborato che ha collegato insieme le varie fasi di recupero pre e post intervento.

Per quanto riguarda gli esercizi da svolgere in queste due fasi, ci muoviamo tra attività di propriocezione – e qui hai già i video della settimana scorsa come esempi di attività ed altri ne vedremo nel corso di questa – e potenziamento muscolare con pesi e macchinari isotonici.
Quello che cambia fondamentalmente è il carico di lavoro richiesto al muscolo.
Se infatti nella fase del pre-intervento possiamo e dobbiamo dare un’intensità massima all’esercizio (sempre tenendo conto dei dolori che il paziente può avere), nel post-intervento quando si presentano dolori acuti, bisogna invece essere più cauti.
Si parte da esercizi base e di volta in volta si va ad aumentare l’intensità. Questo è vero e fondamentale soprattutto negli esercizi a catena cinetica aperta, come la leg extension.
A fare la differenza in entrambi questi momenti sarà la metodica dell’esecuzione e dell’esercizio.

Ci vediamo su facebook per entrare di più nei particolari!

2019-02-11T12:32:49+01:00